mercoledì 17 agosto 2011

L'On.le Prof. Antonio Martino e la Marcia su Roma

L'On.le Prof. Antonio Martino minaccia la marcia su Roma se la manovra messa a punto dal governo dovesse essere approvata senza modifiche.
Il disappunto del parlamentare è motivato dal fatto che il nostro Paese avrebbe bisogno di riforme e non di manovre, come quella messa a punto dal "socialista" Giulio Tremonti, che tartassano i contribuenti (facoltosi?). Il timore del prof. Martino è che, a causa della debolezza interna dell'euro e della sua contemporanea forza esterna, la manovra possa avere effetti depressivi sull'esausta economia. Le riforme, invocate dall'ex Ministro della Difesa, perciò, dovrebbero servire a recuperare dalle pensioni e dal welfare i milioni di euro che sono stati "bruciati" dalla speculazione finanziaria internazionale. Probabilmente, il brillante economista ha riconsiderato le valutazioni espresse quando ricopriva la carica di ministro nel precedente governo Berlusconi ed ha scoperto che una famiglia composta da quattro persone può, attualmente, vivere anche con molto meno di mille euro al mese. Eh già, la c.d. "tassa di solidarietà" provocherebbe, certamente, una contrazione dei consumi interni (senza considerare i capitali che sono già approdati alle cassette di sicurezza in Svizzera), mentre sui beni di prima necessità non si dovrebbe avvertire alcuna riduzione sensibile (tutto al più qualcuno mangerà a giorni alterni, anziché tutti i giorni, a spesa invariata). Peccato che la libertà (di cui si erge paladino) venga intaccata solo quando attraverso la tassazione si incide sui ricchi (o facoltosi benestanti) e non anche quando attraverso contrattazioni collettive capestro od a licenziamenti (ad esempio) si spingono le persone addirittura a togliersi la vita.
Dall'America, almeno, arrivano, da insigni autentici liberali, lezioni di dignità. Warren Buffet ha, infatti, riconosciuto "I nostri leader ci hanno chiesto sacrifici condivisi...ma hanno risparmiato me ed i miei amici.....La middle-class stenta ad arrivare a fine mese.......noi continuiamo a goderci i nostri sgravi fiscali straordinari".
In Italia, al contrario, i liberisti (paladini della libertà....la loro!) attaccano lo "Statuto dei Lavoratori" (L. 20 maggio 1970, n. 300) che tutela la "libertà" e la "dignità" dei lavoratori (quelli che, in questo Paese, non contano).
"Il prof. Martino, inoltre, ha accusato (da liberista spinto) Tremonti, Brunetta, Sacconi, Frattini e Cicchitto di essere socialisti (Pertini, Nenni, Lombardi si gireranno nella Tomba?) e statalisti e di perseguire politiche nefaste per il Paese.
Attento alle tesi dell'On.le Martino, ma da ignorante, sprovveduto e primitivo, quale é, il Troglodita non riesce, però, a spiegarsi un fenomeno che si ripete da anni: l'affermarsi dell'economia (già seconda nel mondo) centralizzata cinese (gli indirizzi economici della produzione sono gestiti dal PCC).

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